Come posso essere citato dall’AI? Guida alla visibilità nella nuova era della ricerca

Negli ultimi mesi molti dei nostri clienti ci fanno sempre la stessa domanda: come posso essere citato dall’AI? come posso essere visibile nei risultati generati da ChatGPT o Gemini?

La SEO tradizionale si è sempre basata su keyword, link e posizionamento nelle SERP. Per anni questo approccio ha funzionato: bastava ottimizzare una pagina per una parola chiave e ottenere traffico. Oggi però il comportamento degli utenti sta cambiando. Sempre più persone leggono risposte dirette generate dai sistemi di intelligenza artificiale e spesso non arrivano più alla pagina originale.

Non si tratta solo di ottimizzare per Google, ma di scrivere contenuti che possano essere usati come fonti. Questo significa creare testi chiari, neutri e verificabili, con una struttura logica che renda semplice l’estrazione delle informazioni. Una pagina deve essere utile anche quando viene letta fuori dal sito, dentro una risposta generata.

Secondo alcune ricerche della Princeton University sulla GEO ( Generative Engine Optimization), inserire citazioni autorevoli, statistiche e riferimenti concreti aumenta in modo sensibile la probabilità di essere citati. L’AI tende a selezionare contenuti che dimostrano competenza e trasparenza, perché deve costruire una risposta affidabile.

 

ChatGPT: il modello enciclopedico

ChatGPT lavora come un compilatore di conoscenza. Quando genera una risposta, cerca fonti informative solide e coerenti. Nei report Authoritas sulla AI Search si nota che le citazioni provengono spesso da siti informativi consolidati, come enciclopedie online, blog tecnici o portali di confronto. Le pagine prodotto o troppo promozionali hanno una presenza minima.

Questo succede perché ChatGPT privilegia testi neutrali. Una pagina che parla solo del proprio brand non è utile per spiegare un concetto generale. Invece, un articolo che definisce un problema, analizza soluzioni e cita fonti esterne ha molte più possibilità di essere usato.

Scrivere per ChatGPT significa quindi cambiare mentalità. Non basta dire “il nostro prodotto è il migliore”. Bisogna spiegare come funziona una tecnologia, quali alternative esistono, quali dati supportano una scelta. Ogni pagina deve assomigliare a una voce enciclopedica, con linguaggio chiaro e struttura didattica.

Come posso essere citato dall’AI?

Perplexity: la ricerca della profondità

Perplexity si comporta in modo diverso. Funziona come un assistente di ricerca che deve giustificare ogni risposta. Per questo seleziona contenuti che mostrano analisi, confronto e approfondimento.

Le analisi Authoritas mostrano che Perplexity cita soprattutto blog verticali e siti di settore. Questo succede perché chi lavora in una nicchia conosce meglio il contesto e può offrire spiegazioni più precise. Un sito generico, invece, difficilmente diventa una fonte.

Per essere visibili su Perplexity è utile lavorare sulla profondità del dominio. Un blog che pubblica analisi tecniche, case study e confronti tra soluzioni costruisce autorevolezza nel tempo. La qualità del contenuto diventa più importante della quantità.

Google AI Overview e Gemini: la nuova evoluzione del blog

Google AI Overview, collegato a Gemini, mantiene una relazione stretta con il ranking tradizionale. Tuttavia, privilegia contenuti strutturati e leggibili. I report BrightEdge mostrano che gli articoli stile blog sono tra le fonti più usate nelle risposte AI.

Questo significa che il blog aziendale non è più solo uno strumento di marketing, ma una base dati. Un articolo ben scritto, con definizioni chiare e sezioni ordinate, può essere usato come risposta. La struttura diventa importante quanto il contenuto.

Titoli chiari, paragrafi brevi e definizioni iniziali aiutano l’AI a capire dove trovare l’informazione. Non è una questione estetica, ma tecnica.

 

Cosa citano davvero le AI?

Le AI ignorano spesso i testi pieni di slogan o promesse. Non servono per spiegare un concetto. Le ricerche sul comportamento dei motori generativi mostrano che vengono citati soprattutto contenuti con:

  • risposte dirette a domande specifiche
  • dati originali o casi studio
  • link a fonti verificabili
  • linguaggio tecnico chiaro

Questo tipo di contenuto è utile perché può essere integrato facilmente in una risposta. L’AI cerca chiarezza e affidabilità, non emozione o persuasione.

 

Come adattare il blog alla GEO?

Adattare un blog alla GEO significa cambiare il modo di progettare i contenuti. Ogni articolo dovrebbe rispondere a una domanda reale degli utenti. Le guide tecniche, le FAQ approfondite e gli articoli educativi funzionano meglio dei testi generici.

Anche la parte tecnica ha un ruolo. L’uso di dati strutturati, schema markup e una buona organizzazione delle informazioni aiuta gli algoritmi a interpretare il contenuto. Non basta scrivere bene, bisogna rendere il testo leggibile anche per le macchine.

Nel tempo, questo approccio costruisce autorevolezza. Un sito che diventa una fonte affidabile viene citato più spesso e diventa visibile anche senza clic.

La logica della ricerca sta cambiando. Non basta comparire tra i risultati, bisogna essere parte della risposta. Se un contenuto non viene usato dall’AI, l’utente non lo vede.

Per questo la GEO richiede un approccio più serio alla scrittura. Contenuti chiari, verificabili e utili diventano fondamentali. Non si tratta di abbandonare la SEO, ma di integrarla con una nuova visione.

Nel prossimo futuro, la visibilità nascerà prima del clic. Chi costruisce contenuti autorevoli oggi avrà più spazio nella ricerca di domani.

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